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Sanità. Li Calzi e Safina:
Donne pagano prezzo più alto per blocco servizio interruzione volontaria di
gravidanza al Policlinico di Palermo
Palermo, 30 settembre 2026
Ancora una volta sono le donne a pagare il prezzo più alto di fronte alle
carenze dellamministrazione pubblica. Al Policlinico di Palermo infatti si sospende
il servizio di interruzione volontaria di gravidanza per la mancanza di personale non
obiettore. Ed è ancora più preoccupante il dato secondo cui l86% dei medici in
Sicilia sono obiettori di coscienza. A questo punto ci chiediamo se vi sia la volontà
politica e amministrativa di garantire davvero il diritto alla salute e allautodeterminazione
delle donne, garantendo personale sufficiente, servizi accessibili, tempi certi e
informazioni chiare. E quali provvedimenti, alla Regione e alla direzione del Policlinico,
intendano adottare per ripristinare il servizio e assicurare, anche nellimmediato,
la continuità dellassistenza. Lo dichiara Cleo Li Calzi, presidente del Pd
Sicilia e componente dellEsecutivo nazionale Donne Democratiche, a proposito della
sospensione del servizio di interruzione volontaria di gravidanza al Policlinico
universitario Paolo Giaccone di Palermo.
Sullargomento interviene anche il deputato regionale Dem, Dario
Safina: Questa situazione è afferma - la diretta conseguenza dell'inerzia
della Regione, che non ha ancora emanato i decreti attuativi della legge regionale n. 23
del 2025. Se tali provvedimenti fossero già operativi, si sarebbe potuto evitare
l'interruzione delle prestazioni ricorrendo tempestivamente alle convenzioni esterne.
Torno a sollecitare conclude - con forza l'assessore regionale alla Salute
affinché intervenga immediatamente: non si può continuare a privare le donne siciliane
di un diritto fondamentale, essenziale per la tutela della loro salute e garantito dalla
legge.
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