StMicroelectronics. Barbagallo: strategia comune con francesi per
prospettive di sviluppo in ambito europeo
Catania, 26 gennaio 2026 - Alla luce della profonda trasformazione del
mercato, con particolare riferimento alla crisi dellauto elettrica in Europa, che
impatta direttamente il campus di Catania, abbiamo discusso tanto dei sovvenzionamenti messi a
disposizione da parte dellUnione Europea, quanto delle prospettive e delle possibilità
di ST di essere protagonista del prossimo futuro, rafforzando e sostenendo gli stabilimenti
europei. Si tratta di una sfida difficile, ma non impossibile, se si ragiona in termini
industriali a medio termine, coinvolgendo in primo luogo gli Stati italiano e francese.
Lo ha detto il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato alla Camera, Anthony Barbagallo,
a margine dellincontro avuto questa mattina a Catania con una delegazione di
parlamentari e sindacalisti francesi e italiani.
Alla riunione hanno partecipato:Henri Errico, CGT Grenoble, membro del Comitato Aziendale
Francese ST; Charlies Fournier, membro dellAssemblea Nazionale Francese per Europa
Ecologia- I verdi (dipartimento della Loira (Tours); Leoluca Orlando, europarlamentare dei
Verdi, Stephane Moreau, Sandrine Arnault e Christophe Mauriac, CGT Tours; Nadia Salhi, CGT ST
France; Boris Di Felice, segretario Comitato Aziendale Europeo ST; Rosy Scollo, segretaria
generale Fiom Catania; Francesco Furnari, RSU ST Catania, membro del Coordinamento Nazionale
ST.
Oggi il sito di Catania ha - spiega Barbagallo - il problema
dellapprovvigionamento idrico. Servono infatti 400 metri cubi lora per garantire
la produzione e la messa a regime anche del nuovo stabilimento. In assenza
dellerogazione dellacqua in queste quantità è a rischio il completamento
dellinvestimento da parte dellazienda che vale circa 5 miliardi, 3 di parte
privata e 2 di parte pubblica. Questultima per altro è ion ritardo rispetto
allerogazione da parte del Ministero delle Imprese e del made in Italy.
Altri fattori di rischio sono lattuale congiuntura europea relativa alla crisi
dellauto elettrica e lincremento spropositato, soprattutto in Sicilia, del costo
dellenergia elettrica. Per questa ragione serve un'azione complessiva di normative di
sostegno da parte dello Stato a favore delle fabbriche di semiconduttori europei e adeguate
risorse economiche.
Lincontro di oggi è volto - a costruire un'alleanza comune per portare avanti una
strategia comune sul rilancio degli investimenti nei siti ST, senza lasciare indietro nessuno,
in particolare per la definizione dei fondi sul Chips Act 2.0.
I rappresentanti sindacali hanno sostenuto che, se da un lato il ritiro degli esuberi è una
notizia positiva, dallaltro occorre rivedere il piano industriale, partendo da 2 assunti
fondamentali per lo stabilimento di Catania. Il primo: linvestimento per il carburo di
silicio deve essere aggiuntivo rispetto alle produzioni a 8 pollici su silicio. Il secondo: la
produzione su silicio a 8 pollici deve rimanere centrale e sostenuta da investimenti su
ricerca e sviluppo.
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